Ennesimo weekend di multe a Pineto sulla Strada Adriatica 16 all’altezza della Torre di Cerrano, un’area di grande interesse paesaggistico e meta giornaliera di centinaia di utenti/turisti locali, da qualche tempo nota più per il gran numero di contravvenzioni che per le sue spiagge dorate.
Quello che accade alla Torre di Cerrano è l’emblema dell’accanimento dei Vigili Urbani nei confronti dei cittadini di Pineto e dei turisti, che diventa esasperato nel periodo estivo quando la popolazione raddoppia ma i servizi e le strade restano gli stessi, con l’unico obiettivo di fare cassa.
Stiamo parlando di un accesso al mare privo di parcheggi, con una segnaletica carente e fuorviante, perché presuppone che chi va a trascorrere una giornata in spiaggia a Pineto conosca a memoria non solo il comma 3 dell’art. 157 del codice della Strada che viene in quel caso contestato ai contravventori, ma anche le determine per la perimetrazione dei centri abitati.
Solitamente chi parcheggia si aspetta di trovare un segnale che gli dica se esiste un divieto su quel tratto, e in mancanza di un cartello di questo tipo si sente autorizzato a parcheggiare liberamente oltre la carreggiata ma non è così e ci sono ben 2 articoli a vietarlo: l’art. 157 e l’art. 158.
L’art. 157 del Codice della Strada dice testualmente:
“Fuori dei centri abitati, i veicoli in sosta o in fermata devono essere collocati fuori della carreggiata, ma non sulle piste per velocipedi né, salvo che sia appositamente segnalato, sulle banchine. (…)”
E come si fa a sapere se siamo in un centro abitato o meno?
Non basta vedere delle case per essere in un centro abitato, è previsto un apposito cartello che però può esserci o potrebbe non esserci; per esserne certi bisognerebbe conoscere le determine di perimetrazione dei centri abitati del comune di Pineto (nel caso specifico), cosa che immagino non sia di pubblico dominio e neppure pretendibile da chi deve semplicemente parcheggiare.
Ad aggravare le cose c’è l’art. 158 comma 2 che dice: “La sosta di un veicolo è inoltre vietata: sulle banchine, salvo diversa segnalazione”
Dunque poco importa se la segnaletica è poco visibile, spesso successiva al punto in cui viene comminata la multa, perché l’illecito resta valido in quanto fondato non su quella segnaletica (che sarebbe peraltro illegittima) ma su un comma del codice della strada vincolante a prescindere dai cartelli.
Ma ci si chiede per quale motivo i Vigili di Pineto siano così fiscali e agguerriti nei confronti di posteggi seppur irregolari ma che non creano alcun disagio alla circolazione e soprattutto che non trovano alternative vista l’assenza totale di parcheggi gratuiti nel raggio di più di 1 chilometro, da quando l’unico esistente fino allo scorso anno, da questa estate è stato posto a pagamento al prezzo di 5 euro.
Ogni anno sono oltre 200 mila euro i proventi da contravvenzioni stradali che vengono incassati dagli agenti municipali su tutto il territorio pinetese, come “tassa sulla distrazione stradale”, tanto da diventare un’entrata stabile del bilancio del Comune ma senza che ciò comporti un miglioramento delle infrastrutture.
Anzi, dopo aver vissuto la fase del disco orario ovunque, ora puntualmente all’inizio di ogni stagione estiva si reintroducono parcheggi a pagamento come alla Stazione di Pineto e a Corfù, si moltiplicano i divieti e le restrizioni ai parcheggi, e in generale si rende tutto più complicato e stressante, come se Pineto fosse una città fuori controllo da riportare all’ordine.
A questo compito sono delegati i Vigili Urbani estivi, sotto la Direzione dello Sceriffo, che si moltiplicano a inizio stagione per sgominare i parcheggiatori poco attenti e procacciare contravvenzioni .
Non importa quanti sono, tanto si ripagano da soli.
Il problema della disponibilità di parcheggi non può essere affrontato moltiplicando i vigili urbani in servizio estivo con la sola funzione di produrre verbali, ma occorre restituire spazi di libertà ai cittadini pinetesi e rimuovere gli inutili divieti di sosta e posteggi a pagamento; è inaccettabile comminare sanzioni in assenza di spazi pubblici dedicati. Il parcheggio deve tornare ad essere un diritto gratuito e accessibile, sarebbe la soluzione per risparmiare stress e vigili, specie se pagati con le nostre multe.

Quanti hanno fatto ricorso?
Pubblicato da Anonimo | 30 dicembre 2011, 12:07A noi questo non è noto in quanto nessuno ci ha segnalato ricorsi. Trattandosi di persone che vengono prevalentemente da fuori comune è anche difficile venirne eventualmente a conoscenza.
Pubblicato da stenvaag | 30 dicembre 2011, 15:38